Terapia familiare, quali sono i benefici

La terapia familiare definisce l’ approccio psicoterapeutico finalizzato a modificare le dinamiche relazionali tra i vari componenti della famiglia con il duplice obiettivo di migliorare il funzionamento della famiglia in toto ed apportare il benessere al singolo soggetto.

In particolare, vengono analizzate le modalità, spesso nascoste, su cui si basa l’equilibrio di tutto il nucleo, per aiutare i vari membri ad individuarle e prenderne consapevolezza e controllo. La terapia familiare si differenzia da quella individuale per la visione di famiglia come “sistema” ovvero di una entità composta da varie parti che interagiscono. Il concetto di sistema nasce infatti proprio in relazione al funzionamento dell’insieme realizzato attraverso l’interazione delle singole parti che lo costituiscono.

In questa ottica non ha significato perciò un intervento diretto ad un singolo individuo ma viene preso in carico tutto il nucleo familiare e le specifiche dinamiche interpersonali che lo caratterizzano. In terapia familiare il terapeuta si pone in una prospettiva diversa dalle sequenze lineari causa-effetto, utilizzando invece un ragionamento circolare.

Si deve tenere presente che il terapeuta incontrerà sicuramente resistenza in quanto il ” sistema” famiglia ,così come è prerogativa di tutti i sistemi, tende a conservare l’omeostasi relazionale che ha costruito, indipendentemente dal fatto che sia più o meno disadattiva o addirittura francamente patologica. Lo psicoterapeuta non è interessato a ricercare una causa ma tenta di ribaltare schemi precostituiti proponendo possibilità alternative per modificare le dinamiche relazionali. esistenti.

Ad esempio, in situazioni di forte conflittualità, può suggerire a due coniugi l’opportunità di avviare una lite, gestita però secondo un preciso rituale, in modo tale da riportare in condizioni controllate quelle esperienze che invece non lo erano più. Le strutture portanti, le regole interne , la storia sono proprie di ogni famiglia ed analizzarle in termini globali significa avere una visione più ampia e offre la possibilità di adottare l’approccio sistemico in psicoterapia. In base a ciò, anche nel caso che non riesca ad incontrare tutti i componenti del nucleo, il terapeuta pùò agire su specifiche dinamiche perchè comuni e condivise e che si riflettono nel modello di comportamento e di relazione.

Società italiana Terapia Familiare

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Le indicazioni per la terapia familiare sono rappresentate da tutte quelle situazioni (crisi di rapporti, disarmonie relazionali, etc.) che sono causa di sofferenza per tutta la famiglia o dove sono presenti bambini o adolescenti con comportamenti anomali, con problemi di tossico-dipendenza o di anoressia nervosa. Nei centri di riabilitazione la terapia familiare viene associata a trattamenti di logopedia, neuropsicomotricità o terapia occupazionale quando se ne ravveda la necessità.

Ad esempio, in un paziente dove vengano evidenziate note depressive, o segni di disturbo di personalità, o, ancora, manifestazioni di innesto psicotico ( evento frequente nei pazienti affetti da sindrome di Down in età pre-adolescenziale. Nell’ambito di competenza delle terapie familiari vengono comprese anche le problematiche di coppia (dai conflitti caratteriali a quelli sul piano sessuale) quando sono tanto incisivi da comprometterne la stabilità.

Se consideriamo le modalità operative della terapia familiare, dobbiamo distinguere due grandi filoni:

– la terapia orientata all’insight
– la terapia comportamentale

ulteriormente differenziati secondo vari modelli.

Per quanto riguarda la prima, vale la pena di segnalare il modello esperenziale, dove viene favorita la comunicazione efficace dei sentimenti e di pensieri anche estremi e dove l’insight viene realizzato sul piano esperenziale e non cognitivo.

Nella terapia comportamentale invece, un modello interessante è quello che attribuisce un ruolo specifico ad ogni membro della famiglia (che viene determinato dal nucleo stesso). Avremo quindi la vittima, il persecutore etc.; in particolare si riconosce un caprio espiatorio, cioè l’individuo a cui viene assegnata la responsabilità di tutte le problematiche familiari esistenti. Il ruolo migra ad un altro componente se il primo migliora.

Al paziente viene fatta quella che si definisce prescrizione paradossale ovvero l’invito ad un comportamento non desiderabile. Il ribaltamento della situazione favorisce l’avvio e il potenziamento di capacità introspettive.

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